Skip to main content

Devitalizzazione dente a Pordenone

Devitalizzazione dentale

Con il trattamento endodontico è possibile conservare i denti altrimenti destinati all’estrazione.
Indice dei contenuti

Come dice il nome stesso, l’endodonzia è quella branca dell’odontoiatria che cura le patologie a carico dell’endodonto (polpa – tessuto pulpare – nervo) situato all’interno del dente.

In seguito ad una carie molto profonda o in seguito ad un trauma la polpa del dente può andare in necrosi, “morire”.

Questo processo può essere sintomatico, il comune e terribile mal di denti, o completamente asintomatico (nessun dolore).

In questo ultimo caso ci accorgiamo della “morte” del dente solo dopo aver eseguito dei test specifici o delle radiografie.

Dall’esame radiografico si può notare la presenza su una o più radici del dente di una zona più scura che viene comunemente chiamata “granuloma” che è un’infezione provocata dai batteri all’interno del dente morto.

http://studiodentisticoorange.it/wp-content/uploads/2019/01/08-endodontico02.jpg
Dente con granuloma (a sinistra). Guarigione dopo terapia (a destra).

In epoche non molto remote i denti affetti da queste patologie venivano estratti proprio perché considerati “senza speranza”.

Oggi vengono curati tramite una terapia chiamata endodontica o “cura canalare”: questa è una metodica piuttosto complicata che necessita di molti accorgimenti e regole precise.


Durante il trattamento utilizziamo, inoltre, delle soluzioni disinfettanti che non devono entrare in contatto con i tessuti orali e degli “aghetti” con cui puliamo i canali che in ugual modo sarebbe pericoloso ingerire.

La diga è in grado di evitare questo tipo di incidenti!

Una volta montata la diga si procede all’apertura della cosiddetta “camera pulpare”.

Ingrandimento dente, “camera pulpare aperta”

Una volta aperta la camera pulpare durante la procedura odontoiatrica, è fondamentale individuare con precisione i canali radicolari, che ospitano i nervi del dente.

Questa operazione richiede grande accuratezza e non è possibile eseguirla ad occhio nudo a causa delle dimensioni ridotte e della complessità anatomica dei canali.

Per garantire un’adeguata visualizzazione e un intervento efficace, è necessario avvalersi di sistemi ingrandenti con luce integrata, che offrono una visione chiara e dettagliata del campo operativo.

In casi particolarmente complessi, dove i canali possono essere difficili da localizzare o presentare anomalie anatomiche, si ricorre all’utilizzo del microscopio operatorio, una tecnologia di precisione che permette un’ingrandimento superiore e una migliore illuminazione, aumentando significativamente la qualità e il successo della procedura endodontica.

 Individuati i canali si procede alla loro pulizia e sagomatura, alternando sequenze precise di strumenti e lavaggi con disinfettanti e altre sostanze.

In alcuni casi, a causa della complessità anatomica o di anomalie di conformazione dei canali radicolari, uno o più canali potrebbero non essere individuati oppure non essere percorribili completamente. In tali casi la situazione di quel dente andrà monitorata nel tempo per verificare che gli spazi non raggiunti non contengano una riserva di batteri tale da riproporre il problema.

In alcuni casi bisognerà lasciare, tra la prima e la seconda seduta, un disinfettante all’interno dei canali stessi perché possa esplicare la sua azione. Il disinfettante può talvolta causare fastidio, dolore anche forte o sensazione di allungamento del dente.

Questi sintomi sono transitori, ma in alcuni casi possono richiedere che la seduta seguente venga anticipata; è sempre bene, quindi, comunicarcene l’eventuale insorgenza.

Già da alcuni anni sono entrati nella pratica di questa disciplina dei nuovi strumenti meccanici in nichel titanio che, sostituendo i vecchi “aghetti” di acciaio, facilitano e migliorano il lavoro del dentista.

Questi strumenti servono a pulire i canali e a dare agli stessi una sagomatura adatta per essere otturati.
Anche questo tipo di strumenti può rompersi all’interno dei canali. Al fine di minimizzare questo rischio, oltre ad utilizzarli nel modo corretto, nel nostro studio abbiamo messo a punto un sistema di stoccaggio per cui dopo un certo numero di utilizzi o di cicli di autoclave gli strumenti vengono eliminati e sostituiti.

Questi strumenti meccanici, inoltre, vengono utilizzati con un motore che regola il numero dei giri a seconda del calibro dello strumento ed è in grado di bloccarsi in presenza di un ostacolo.

La terapia endodontica termina con l’otturazione dei canali eseguita con una sostanza detta “guttaperca” e con del cemento. La guttaperca è una resina di origine vegetale che una volta scaldata e resa plastica si adatta agli spazi preparati.

Nelle settimane seguenti è possibile che permanga una sensazione di fastidio o di dolore alla percussione del dente che dovrà scomparire nel tempo. 

Durante e dopo il trattamento endodontico sarà necessario eseguire una o più radiografie endorali per verificare la posizione e la lunghezza di lavoro degli strumenti canalari.

Nel nostro studio viene utilizzato un sistema di radiografia digitale che consente di abbattere di circa l’80% l’emissione di radiazioni e diminuire i tempi di lavoro.

Inoltre utilizziamo uno strumento, detto “localizzatore apicale”, che aiuta a misurare la giusta lunghezza di lavoro e spesso evita la necessità di eseguire più radiografie e fornisce un’ulteriore conferma della lunghezza dei canali radicolari.

Qual’ora i normali trattamenti e ritrattamenti non avessero avuto successo è ancora possibile il recupero del dente per mezzo della chirurgia endodontica; se sarà necessario la informeremo e le forniremo tutte le informazioni del caso.

Se da un punto di vista clinico e radiografico l’esito della terapia è positivo, si procede poi alla ricostruzione del dente e, nel caso dei denti posteriori, alla protesizzazione con restauri indiretti. Lo scopo della protesizzazione è quello di evitare che i denti posteriori devitalizzati possano in seguito fratturarsi.

Frattura del dente e radiografia di frattura
Frattura del dente (a sinistra). Radiografia della frattura (a destra).


Domande frequenti dei pazienti

Che cos’è e perché devo fare un trattamento endodontico (devitalizzazione)?

Quando un’infezione (carie) raggiunge la polpa (nervo) del dente, per evitare l’estrazione
dobbiamo intervenire con un trattamento endodontico, che prevede passaggi specifici: uso
della diga, strumenti ingrandenti, apertura della camera pulpare, individuazione dei canali,
lavaggi disinfettanti.

Dopo il trattamento, il dente potrebbe risultare sensibile per alcuni
giorni. Si tratta di una procedura che, se eseguita correttamente, può richiedere diverse ore.

Mi era stata diagnosticata una carie che poi è diventata un trattamento endodontico. Perché?

Qualunque malattia, se non curata, tende a progredire, comprese le patologie orali (carie,
gengivite, malattia parodontale). Spesso, durante la rimozione del tessuto dentale cariato,
si scopre che la carie ha raggiunto la polpa. In questo caso, è necessario cambiare
approccio ed effettuare la devitalizzazione (trattamento endodontico) per salvare il dente.


Le informazioni contenute in questa pagina sono una spiegazione semplificata e generalizzata della procedura.
Nulla può sostituire il corretto rapporto informativo tra medico e paziente.


Dr. Lucio Dalla Toffola

Riassumendo

Obiettivi
  • Conservazione dell’elemento dentale
  • Eliminazione dei sintomi legati alle patologie della polpa
Complicanze
  • Possibili lesioni di terminazioni nervose o vasi con conseguenti piccole emorragie o parestesie
  • Generico rischio legato all’uso di anestesia
  • Generico rischio derivato da eventuali allergie ai prodotti usati
  • Possibili conseguenze della diminuzione della quantità di supporto del dente (mobilità-frattura)
Terapia alternativa
Estrazione del dente.
Omissione della terapia
  • Dolore
  • Formazione / aumento dimensione granuloma
  • Formazione / aumento dimensione cisti
  • Perdita del dente
  • Perdita di parte del tessuto osseo

Endodonzia

È quella pratica odontoiatrica che permette di conservare denti altrimenti destinati all’estrazione.