Domande Frequenti dei Pazienti
Domande generali
Per nostra fortuna, la medicina moderna dispone di vari esami diagnostici che ci
permettono di formulare una diagnosi corretta e di impostare la cura più adeguata. Anche
noi dentisti, per poter effettuare una diagnosi corretta, dobbiamo ricorrere alle radiografie.
Le radiografie sono infatti uno dei mezzi principali per fare diagnosi.
Non eseguire radiografie ci impedisce di effettuare terapie appropriate e di monitorare nel
tempo quelle già eseguite. Inoltre, le radiazioni X sono già presenti nell’ambiente e ne
riceviamo quantità maggiori stando all’aperto, in alta montagna o durante i voli aerei. La
dose naturale di radiazioni che assorbiamo è di gran lunga superiore a quella derivante
dalle radiografie odontoiatriche.
Nel nostro studio utilizziamo radiografie digitali, che
emettono quantità ridotte di raggi X rispetto alle radiografie tradizionali.
Siamo molto attenti a far sì che il paziente non provi dolore. In base al tipo di intervento,
nel nostro studio applichiamo diversi tipi di anestesia: gel anestetico, spray anestetico o la
classica iniezione di anestetico.
L’assenza di dolore non significa necessariamente che il dente sia sano. Alcuni problemi,
come carie o infezioni, possono progredire senza sintomi e causare gravi complicazioni se
non vengono curati in tempo.
Dopo ogni trattamento, semplice o complesso, è previsto un piano di mantenimento che
consiste in:
- richiami periodici e personalizzati per l’igiene orale professionale, in cui si valutano
anche le capacità di igiene domiciliare; - controlli periodici delle protesi, dei restauri (diretti e indiretti), degli impianti, ecc.;
- esecuzione di esami diagnostici (radiografie, TAC) in base alle cure eseguite.
In sintesi, dopo aver completato tutte le cure, la fase di mantenimento è cruciale affinché il
suo sorriso resti sano e funzionale nel tempo. Seguire il piano personalizzato aiuterà a
preservare i risultati raggiunti e a prevenire nuovi problemi.
Igiene orale e prevenzione
Le sedute di igiene orale professionale sono fondamentali per mantenere la bocca in salute. Durante queste sedute, l’igienista rimuove placca e tartaro che il paziente non riesce a eliminare con l’igiene domiciliare.
La presenza di placca batterica e tartaro è la principale causa di patologie dentali e gengivali: carie, gengivite e, nei casi più gravi, malattia parodontale (piorrea).
Nel nostro studio, ogni seduta di igiene orale professionale dura circa un’ora e prevede, al termine, l’applicazione di un gel al fluoro. Inoltre, durante la seduta, l’igienista fornirà al paziente le istruzioni necessarie per mantenere una corretta igiene orale domiciliare.
Per nostra fortuna, la medicina moderna dispone di vari esami diagnostici che ci
permettono di formulare una diagnosi corretta e di impostare la cura più adeguata. Anche
noi dentisti, per poter effettuare una diagnosi corretta, dobbiamo ricorrere alle radiografie.
Le radiografie sono infatti uno dei mezzi principali per fare diagnosi.
Non eseguire radiografie ci impedisce di effettuare terapie appropriate e di monitorare nel
tempo quelle già eseguite. Inoltre, le radiazioni X sono già presenti nell’ambiente e ne
riceviamo quantità maggiori stando all’aperto, in alta montagna o durante i voli aerei. La
dose naturale di radiazioni che assorbiamo è di gran lunga superiore a quella derivante
dalle radiografie odontoiatriche.
Nel nostro studio utilizziamo radiografie digitali, che
emettono quantità ridotte di raggi X rispetto alle radiografie tradizionali.
La placca batterica è un accumulo appiccicoso e trasparente di germi che si forma a causa
della combinazione di saliva e residui di cibo su denti e gengive.
Se non viene rimossa regolarmente tramite una corretta igiene orale quotidiana, può
provocare carie, gengiviti e malattie più serie come la parodontite (piorrea).
Consigliamo sempre l’applicazione del gel al fluoro perché aiuta a rinforzare lo smalto dei
denti, rendendoli più resistenti alle carie e agli attacchi acidi. Dopo la seduta di igiene
orale, lo smalto può essere più esposto, il gel al fluoro fornisce quindi una protezione
aggiuntiva.
Prima di tutto, il periodo di richiamo è soggettivo e varia da paziente a paziente. Noi
stabiliamo gli intervalli (2, 3, 4 o 6 mesi) in base alla situazione clinica individuale e,
soprattutto, alla capacità di mantenere un’adeguata igiene orale domiciliare.
Rispettare i richiami è importante per monitorare la salute di denti e gengive, individuando
tempestivamente eventuali problemi.
Almeno due volte al giorno, meglio se dopo i pasti principali. È fondamentale dedicare
almeno 2-4 minuti all’igiene orale domiciliare, meno tempo la rende inefficace.
Gli spazzolini elettrici sono più efficaci di quelli manuali. L’igienista valuterà il caso
specifico e fornirà indicazioni precise su quale sia il più adatto alle esigenze del paziente.
Sì, è essenziale per rimuovere la placca e i residui di cibo tra i denti, dove lo spazzolino
non arriva.
Non è indispensabile, ma può essere di aiuto in caso di problemi specifici (alitosi,
sensibilità dentale, interventi di chirurgia orale, ecc.). Non sostituisce la rimozione
meccanica della placca tramite spazzolino e filo interdentale.
Dopo ogni trattamento, semplice o complesso, è previsto un piano di mantenimento che
consiste in:
- richiami periodici e personalizzati per l’igiene orale professionale, in cui si valutano
anche le capacità di igiene domiciliare; - controlli periodici delle protesi, dei restauri (diretti e indiretti), degli impianti, ecc.;
- esecuzione di esami diagnostici (radiografie, TAC) in base alle cure eseguite.
In sintesi, dopo aver completato tutte le cure, la fase di mantenimento è cruciale affinché il
suo sorriso resti sano e funzionale nel tempo. Seguire il piano personalizzato aiuterà a
preservare i risultati raggiunti e a prevenire nuovi problemi.
Salute orale e problemi comuni
Le gengive possono sanguinare per vari motivi: l’infiammazione è solitamente causata da placca e tartaro, restauri incongrui, carie e, più raramente, altre patologie. Un’altra causa può essere uno spazzolamento troppo aggressivo.
I denti possono essere sensibili al freddo se lo smalto è usurato o se le gengive si sono
ritirate, oppure in presenza di carie. Se un dente è sensibile al caldo, è molto probabile che
sia in necrosi (il nervo è morto).
I denti possono consumarsi per diversi motivi: bruxismo (digrignamento), malocclusione
(occlusione scorretta), mancanza di denti posteriori, abitudini scorrette o dieta ricca di
acidi.
Il trattamento può includere l’uso di un bite notturno, la correzione ortodontica
dell’occlusione, la sostituzione con protesi dei denti mancanti o la ricostruzione adesiva in
resina composita o ceramica.
Le infezioni orali danneggiano denti e gengive e, attraverso la circolazione sanguigna, i
batteri possono raggiungere altri organi, causando problemi sistemici (come endocarditi) o
peggiorando eventuali patologie croniche.
Domande sui trattamenti
Sì, dopo aver verificato il buon mantenimento dell’igiene orale domiciliare, l’assenza di
problemi gengivali e di restauri diretti o protesi su denti anteriori si può procedere con lo
sbiancamento dentale.
Consiglio l’estrazione dei denti del giudizio quasi sempre, specialmente se il paziente
fatica a mantenere una buona igiene in quell’area, se i denti sono inclusi e, dalla CBCT
(Tac dentale), risulta che possono danneggiare il dente adiacente. Ovviamente, si procede
anche in caso di dolore.
Si parla di infiltrazione cariosa quando una carie si è formata sotto un vecchio restauro
incongruo o eseguito in modo non corretto. Spesso non provoca dolore, ma essendo causata dai batteri presenti nella placca batterica, è consigliabile intervenire il prima possibile, anche senza sintomi, per evitare che la lesione si estenda e renda necessari trattamenti più complessi e costosi.
Qualunque malattia, se non curata, tende a progredire, comprese le patologie orali (carie,
gengivite, malattia parodontale). Spesso, durante la rimozione del tessuto dentale cariato,
si scopre che la carie ha raggiunto la polpa. In questo caso, è necessario cambiare
approccio ed effettuare la devitalizzazione (trattamento endodontico) per salvare il dente.
Quando un’infezione (carie) raggiunge la polpa (nervo) del dente, per evitare l’estrazione
dobbiamo intervenire con un trattamento endodontico, che prevede passaggi specifici: uso
della diga, strumenti ingrandenti, apertura della camera pulpare, individuazione dei canali,
lavaggi disinfettanti.
Dopo il trattamento, il dente potrebbe risultare sensibile per alcuni
giorni. Si tratta di una procedura che, se eseguita correttamente, può richiedere diverse ore.
Il granuloma, evidenziato dalle radiografie endorali, è un’infezione cronica dovuta a batteri
all’interno di un dente necrotico (morto). Se si vuole mantenere il dente, è necessario
eseguire un trattamento endodontico, anche se non avverte dolore. Se il dente non viene
trattato adeguatamente e nei tempi consigliati il suo destino è l’estrazione.
Un po’ di fastidio, dolore e gonfiore nei giorni successivi all’estrazione è normale. Si possono gestire con la terapia del freddo il giorno dell’intervento e con antinfiammatori/antidolorifici per alcuni giorni.
Le forniremo istruzioni post-estrazione con indicazioni sulla gestione dell’igiene orale, dell’alimentazione e delle attività da evitare, oltre al numero di cellulare di servizio in caso di necessità fuori orario dello studio.
Dopo l’intervento, potrebbe avvertire un leggero gonfiore o disagio nella zona trattata. Un
eventuale dolore si può gestire con la terapia del freddo il giorno dell’intervento e con
antinfiammatori o antidolorifici per alcuni giorni.
Dopo l’intervento le consegneremo istruzioni post-implantari su igiene orale, alimentazione e comportamenti da seguire, oltre al numero di cellulare di servizio per le urgenze fuori orario dello studio.
Si può curare in base alla gravità della frattura. I possibili trattamenti vanno dal semplice
restauro in resina composita, alla protezione con una corona o un restauro indiretto, fino
all’eventuale trattamento endodontico per evitare danni ulteriori.
È importante intervenire tempestivamente, altrimenti la frattura potrebbe estendersi fino a rendere necessaria l’estrazione. Spesso, dopo la rimozione di vecchi restauri (soprattutto in amalgama), si
scoprono delle microfratture. Sarà quindi necessario valutare se il dente sia recuperabile.
Una corona ricopre completamente il dente (in tutte le sue parti), ma richiede una
preparazione (limatura) più estesa. Un restauro indiretto (o intarsio) ricostruisce solo la
parte danneggiata, preservando il resto del dente sano e ripristinandone la sua funzione.
Quando possibile, è preferibile un restauro indiretto, perché conserva la struttura sana del
dente.
Parlo di restauro incongruo quando un’otturazione (o una corona, un intarsio, ecc.) non è
più in grado di svolgere la propria funzione. Ciò può favorire l’ingresso di batteri,
danneggiare la parte sana del dente o provocare la frattura. Inoltre, un restauro è incongruo
quando non è stato eseguito correttamente.
È una definizione tecnica che descrive il tipo di intervento da eseguire:
- Restauro diretto: viene realizzato direttamente in bocca, usando materiali adesivi
come le resine composite. - Morfofunzionale: il restauro ripristina sia la forma (morfologia ed estetica) sia la
funzione (masticazione e stabilità) del dente.
Quando la struttura residua del dente non è sufficiente a supportare un restauro diretto, si
opta per un restauro indiretto (intarsio). Dopo aver preparato il dente, si effettuano
scansioni ottiche per progettare e realizzare un restauro in resina composita o ceramica.
Successivamente, l’intarsio viene incollato al dente, ripristinando funzione masticatoria,
forma corretta ed estetica.
Protesi fissa provvisoria: è una soluzione temporanea in resina acrilica o composita,
fissata con cemento provvisorio per consentirne la facile rimozione. Può restare in bocca
da pochi giorni a qualche mese e ha varie funzioni, ad esempio favorire la guarigione del
dente o fungere da guida per la corretta occlusione.
Protesi fissa definitiva: è il risultato finale, in resina composita o ceramica, fissata con
tecnica adesiva. Garantisce estetica, funzione e stabilità a lungo termine, grazie
all’adattamento perfetto ai denti e ai tessuti circostanti.
La malattia parodontale (o piorrea) è un’infezione cronica che colpisce i tessuti di sostegno
dei denti (gengive, legamento parodontale e osso). Se non viene curata adeguatamente, può
portare alla perdita dei denti. Per tenerla sotto controllo, bisogna eliminare la placca e il
tartaro che causano infiammazione e danneggiano i tessuti.
Nel nostro studio, proponiamo un percorso di 4-5 sedute di trattamento parodontale iniziale, una a settimana, della durata di circa un’ora ciascuna, per rimuovere placca e tartaro. Durante queste sedute, il paziente riceve istruzioni sull’igiene orale domiciliare.
Al termine, si effettua una visita di rivalutazione per verificare i risultati, definire la TPS
(Terapia Parodontale di Supporto) ed eventuali altri trattamenti necessari. È importante
ricordare che, alla fine del percorso, non si è “guariti”: si è semplicemente fermata o
rallentata la progressione della malattia.
Per mantenere i risultati, il paziente deve collaborare attivamente, eseguendo una corretta igiene orale domiciliare e rispettando i richiami della TPS (terapia parodontale di supporto).