AMALGAMA D’ARGENTO: perché la sostituzione?

dr. Lucio Della Toffola

Medico Chirurgo
ODONTOIATRA

Perché si dovrebbe sostituire l’amalgama d’argento

L’amalgama d’argento, tradizionale materiale utilizzato per restaurare i denti danneggiati dalle carie, non riesce a legarsi alla struttura dentale, perciò il dente che rimane dopo aver rimosso la parte cariata deve essere ulteriormente demolito per permettere al restauro di “incastrarsi”.
Con il tempo ed il carico masticatorio, l’amalgama d’argento provoca microfratture e talvolta la rottura del dente, favorendo le infiltrazioni di germi e la formazione di carie.

Per queste motivazioni nel nostro studio l’amalgama d’argento
non viene più usata da 20 anni.

Consigliamo la rimozione dei vecchi restauri in amalgama, procedendo poi con l’utilizzo di materiali di restauro dentale più estetici e più sicuri, come resine composite e materiali ceramici, che vengono incollati con appositi adesivi dentali che permettono restauri meno demolitivi e più estetici.

Molare con restauro in amalgama d’argento che presenta micorfratture

  Dopo la rimozione dell’amalgama d’argento si notano carie e microfratture

 

 

Dopo la rimozione della dentina cariata le microfratture sono ancora più evidenti

Restauro diretto in resina composita

 

Due molari con restauri incongrui in resina composita e amalgama d’argento con infiltrazioni cariose

I due molari precedenti con restauri indiretti in materiale ceramico (intarsio) 

 

Due molari con restauri in amalgama d’argento

I due molari precedenti con restauri indiretti (intarsio) in resina composita 

 

Questa è una presentazione semplificata che riguarda i casi in generale. 
Ovviamente nulla può sostituire il corretto rapporto informativo tra medico e paziente.

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